80ª Festa della Repubblica – 2 Giugno 2026

 

Il 2 Giugno 2026, 80ª Festa della Repubblica, è un anniversario che non è soltanto una ricorrenza istituzionale, ma un’occasione in cui il Paese intero si chiede quali valori voglia continuare a rappresentare in nome della Res-Publica, cioè della Società tutta.

L’Italia divenne Repubblica per il voto libero e consapevole di un popolo che aveva conosciuto la guerra, la dittatura, la privazione della libertà. A ottant’anni di distanza, non celebriamo semplicemente il passato, ma sottolineiamo l’attualità di quella scelta. Celebriamo la Repubblica come forma di convivenza, come patto tra cittadini che riconoscono di appartenere a una stessa comunità.

La Repubblica vive ogni giorno nei nostri gesti di responsabilità, nel rispetto delle regole, nell’impegno di ciascuno per il bene comune. Ma oggi questo senso di appartenenza viene messo alla prova dalla complessità dei tempi: l’Europa è di nuovo attraversata dalla guerra, i conflitti alle porte del continente ci ricordano quanto fragile sia la pace, quando vengono meno il dialogo e il diritto. Ma l’idea di “Repubblica” rimanda a un ideale di pace, fondata sulla giustizia e sulla libertà, in cui i nostri valori democratici possano esprimersi.

Essere cittadini significa informarsi, partecipare e contribuire alla vita collettiva. Significa, per i più giovani, sentire che la democrazia non è qualcosa di astratto, ma la condizione stessa che permette di esprimersi, di studiare, di determinare il nostro futuro. E significa, per chi ha qualche anno in più, lasciare ai giovani un Paese in pace, giusto, sostenibile.

Non possiamo più separare il concetto di libertà da quello di sostenibilità: la Repubblica del 2026 deve quindi impegnarsi a custodire il pianeta, come condizione della sopravvivenza morale e materiale dell’Umanità.

Viviamo in un tempo attraversato anche da profonde trasformazioni tecnologiche. Ma, come è scritto anche nella nuova Enciclica di Papa Leone, l’innovazione deve essere al servizio dell’uomo, non l’uomo al servizio della tecnologia. Dobbiamo perciò impegnarci perché la tecnologia non sostituisca l’uomo, ma lo aiuti a liberarsi dalla fatica, dall’ingiustizia, dall’esclusione. La dignità del lavoro, principio fondante della nostra Costituzione, resta il cardine di ogni Repubblica che voglia davvero dirsi democratica, permettendo a ogni persona di realizzarsi secondo le proprie capacità, indipendentemente dalla nascita, dal genere, dalle origini, dal credo religioso o dall’orientamento sessuale, come è scritto nella nostra Costituzione. Questa è una sfida che riguarda la scuola, il lavoro, le istituzioni, ma anche i comportamenti quotidiani di ognuno, che devono sempre essere guidati dal rispetto reciproco.

La Repubblica si incarna nei luoghi in cui le persone vivono, lavorano, si incontrano. Il senso della legalità e del rispetto cresce nelle associazioni di volontariato, negli ambienti di lavoro e dovunque si prendano decisioni nell’interesse della collettività. Ognuno, con le proprie scelte, determina la qualità della vita collettiva.

Dunque la ricorrenza del 2 Giugno appartiene a tutti, perché la Repubblica non è un’entità distante: siamo noi. L’articolo 54 della Costituzione ci ricorda che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Se ci pensiamo bene, questa frase vale per tutti: per ogni funzione civica e ogni mestiere, perché ogni gesto compiuto nel rispetto dell’altro contribuisce al bene comune e quindi alla Res-publica.

Nell’anniversario della nascita della nostra Repubblica, certamente rendiamo omaggio a chi ci ha consegnato un Paese libero, ma vogliamo anche impegnarci a renderlo degno di essere abitato da chi verrà dopo di noi.

La bandiera tricolore non rappresenta solo la Repubblica Italia: rappresenta un’idea di comunità. È il simbolo di un Paese che, pur tra contraddizioni e difficoltà, non smette di cercare la propria unità e la propria dignità con fiduciosa speranza. Perciò, con sano ottimismo di intenti, nell’80° anniversario insieme possiamo dire: "Viva la Repubblica, viva l’Italia!"

 

Risultato immagine per festa repubblica 2026

 

    

non perdere l'appuntamento

Gruppo lettura Biblioteca